La spinta green per il turismo del futuro

Il turismo del futuro si misurerà sempre meno sul massimizzare le presenze e sempre più sulla sua impronta ecologica. Non basta più contare gli arrivi: conta come una struttura consuma energia, come gestisce l’acqua, come si integra nel paesaggio che la ospita, quanto riesce ad allungare la stagione oltre i mesi di punta senza snaturare i luoghi che accoglie. È un cambio di prospettiva che riguarda l’intero settore: dalle grandi strutture ricettive, alle piccole imprese familiari che da generazioni animano le vallate e le coste del Nordest.

La destagionalizzazione, in questo scenario, non è soltanto una leva commerciale per allungare i ricavi oltre i (sempre più caldi) mesi estivi o oltre la stagione sciistica. È anche una scelta di sostenibilità: distribuire i flussi turistici lungo tutto l’anno significa alleggerire la pressione su territori ed ecosistemi, valorizzare risorse che restano spesso sottoutilizzate nei mesi di bassa stagione e costruire un’offerta più resiliente, meno dipendente da poche settimane di picco.

Insieme all’efficienza energetica e alla digitalizzazione, rappresenta uno dei pilastri su cui si muove oggi chi vuole fare impresa turistica guardando al lungo periodo, in linea con i criteri ambientali, sociali e di governance che sempre più definiscono la qualità di un investimento.

È in questo contesto che si inserisce il Fondo Imprese Turismo 2026 – Green Tour, il bando che sostiene gli investimenti privati delle imprese turistiche italiane orientati proprio a questi obiettivi: efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili, digitalizzazione dell’ecosistema turistico e, appunto, destagionalizzazione dei flussi.

Fondo Imprese Turismo – Green Tour 2026
Chi può accedere al bando

Possono presentare domanda le imprese attive nel settore turistico riconducibili ai codici Ateco individuati dal decreto (I55, I56, T96.23, S93.21, S93.29, O82.3), regolarmente iscritte al registro delle imprese e in regola con gli obblighi previdenziali, fiscali e assicurativi, inclusa la polizza catastrofale.

Vi rientrano anche situazioni particolari, pensate per intercettare realtà che nel turismo lavorano senza rientrare nei codici Ateco classici: le imprese attive da almeno tre anni che dimostrino, attraverso le proprie scritture contabili, di ricavare oltre il 50% del fatturato da attività turistiche; i proprietari di strutture ricettive costituiti in forma di impresa, che possono avvalersi dei requisiti dei gestori a determinate condizioni; le reti di imprese costituite come rete soggetto, purché composte da più di cinque aziende.

Su cosa si può investire

Il bando sostiene interventi molto concreti, articolati su tre grandi direttrici. Sul fronte energetico: coibentazione degli involucri edilizi, sostituzione di serramenti e caldaie con sistemi ad alta efficienza, climatizzazione intelligente, impianti per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, fino al ripristino strutturale di edifici danneggiati o demoliti.

A questi si affiancano interventi complementari orientati alla sostenibilità ambientale, come tetti verdi e giardini verticali, sistemi di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, allacciamenti a reti di teleriscaldamento.

Sul fronte digitale, il bando finanzia l’acquisto e lo sviluppo di software, brevetti e know-how tecnico funzionali all’automazione, all’intelligenza artificiale e all’efficientamento dei processi produttivi.

Un vincolo importante da tenere presente in fase di progettazione: almeno il 51% della spesa complessiva ammissibile deve riguardare interventi trainanti di efficienza energetica.

Numeri e condizioni

Ogni progetto deve prevedere spese ammissibili comprese tra 1 e 15 milioni di euro (IVA esclusa), deve partire dopo la presentazione della domanda e concludersi entro 18 mesi dalla concessione, comunque non oltre il 30 settembre 2028.

L’intensità massima di aiuto è pari al 30%, con incrementi significativi per le piccole imprese (+20%) e per le medie imprese (+10%), oltre a maggiorazioni legate alla localizzazione in zone assistite e al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio. Le agevolazioni si articolano in un mix predefinito: 54% a fondo perduto e 46% come finanziamento agevolato, rimborsabile in cinque anni con rate semestrali costanti.

Come e quando presentare la domanda

Le domande si presentano esclusivamente tramite il sito di Invitalia, dal 15 luglio al 15 settembre 2026. La valutazione avviene con procedura a graduatoria, tenendo conto dell’affidabilità economico-finanziaria dell’impresa, della sostenibilità e cantierabilità del progetto e della congruità delle spese previste.

Il supporto di Fidimpresa Friulveneto

Un bando articolato come questo richiede un’analisi attenta, sia per verificare i requisiti di accesso sia per costruire un piano di investimento realmente competitivo in graduatoria.

Fidimpresa Friulveneto, grazie alla conoscenza diretta delle imprese turistiche del territorio, affianca i propri soci in ogni fase: dalla valutazione preliminare alla predisposizione della domanda, fino al supporto nella gestione degli aspetti finanziari legati all’investimento.

Contattaci per approfondire le opportunità legate al bando Green Tour: i nostri uffici sono a disposizione per un primo confronto diretto.

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FONDO TURISMO 2026 – GREEN TOUR – ESTRATTO BANDO